Le casse pensioni in Svizzera

Dal 1972, la previdenza svizzera è organizzata in base al cosiddetto principio dei 3 pilastri sancito dalla Costituzione federale. I tre pilasti coprono la previdenza finanziaria per il periodo successivo al pensionamento, il danno finanziario in caso di decesso e il rischio di un'incapacità di guadagno in seguito a invalidità. Il primo pilastro è obbligatorio per tutti. Al secondo pilastro, detto anche cassa pensioni,  devono affiliarsi tutti i lavoratori a partire da un determinato reddito minimo.

Il terzo pilastro è facoltativo. Il capitale nella cassa pensioni rappresenta per molti la parte più importante della previdenza e la maggiore fonte di reddito dopo il pensionamento. A partire da un reddito di 21'060 franchi, ogni lavoratore è assicurato obbligatoriamente nel secondo pilastro. In base alla situazione di partenza, la cassa pensioni può non solo fungere da strumento previdenziale, ma anche offrire molte possibilità di ottimizzazione fiscale.

Significato e scopo della previdenza professionale

La previdenza professionale (secondo pilastro) ha il compito, assieme al primo pilastro (AVS/AI/PC), di consentire agli assicurati un adeguato mantenimento del tenore di vita.  Attraverso le rendite la previdenza professionale persegue l'obiettivo di garantire, assieme al primo pilastro, un reddito pari al 60% dell'ultimo salario percepito. L'assicurazione obbligatoria ha inizio il primo giorno del rapporto di lavoro, ma non prima di aver compiuto i 17 anni. In un primo momento, fino ai 24 anni compiuti, i contributi coprono unicamente i rischi di decesso e invalidità. Dopo i 25 anni, ha inizio anche il risparmio per la rendita di vecchiaia. Vari gruppi di persone non sono assoggettati alla previdenza professionale obbligatoria: ad esempio, i lavoratori autonomi, i lavoratori con un contratto di lavoro a tempo determinato di al massimo tre mesi, i membri di una famiglia che lavorano nella propria azienda agricola oppure le persone che, ai sensi dell'AI, sono invalide per almeno 70%.

Quali istituti di previdenza esistono?

In Svizzera esistono oltre 2'000 casse pensioni, che gestiscono più di CHF 600 miliardi e tutte offrono condizioni e prestazioni diverse. Oltre alle amministrazioni della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni, esistono anche tante imprese private di medie e grandi dimensioni, che hanno fondato istituti di previdenza autonomi per il loro personale. Tuttavia, molte imprese preferiscono avvalersi dei servizi e delle garanzie delle fondazioni di previdenza di compagnie di assicurazioni sulla vita, banche o associazioni professionali. Queste si suddividono in fondazioni collettive e fondazioni comuni.

Come funziona una cassa pensioni?

In linea di principio occorre distinguere fra primato dei contributi e primato delle prestazioni. Nel primato dei contributi, l'entità del contributo viene stabilita per regolamento in base a un parametro di riferimento (per es., il salario determinante), da cui si ricava l'importo della prestazione. Tuttavia, nel primato delle prestazioni i contributi vengono calcolati sulla base della prestazione definita. Secondo l'ordinamento dei contributi della cassa pensioni, il datore di lavoro detrae mensilmente i contributi del lavoratore dal salario lordo. Contrariamente a quanto accade per le altre assicurazioni sociali svizzere, il sistema svizzero delle casse pensioni funziona in base al sistema di capitalizzazione. Il grado di copertura indica in quale percentuale i valori patrimoniali coprono gli impegni della cassa.

Tasso di conversione

Con il tasso di conversione, gli istituti di previdenza calcolano la rendita di un assicurato basata sugli averi di vecchiaia. Tanto più alto è il tasso di conversione, quanto maggiore è la rendita di un assicurato, indipendentemente dall'avere di vecchiaia. Il tasso di conversione, o meglio il tasso di conversione minimo, è una percentuale minima definita per il calcolo della rendita annuale sulla base del capitale di previdenza risparmiato nel secondo pilastro di una persona assicurata. Al momento dell'entrata in vigore della Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP) obbligatoria nel 1985, il Consiglio federale ha fissato il tasso di conversione al 7,2%. Attualmente, il capitale disponibile viene convertito con un fattore di conversione del 6,80% per gli uomini e per le donne (aggiornato al 2014). Un tasso di conversione del 6,8% significa che una persona, che ha risparmiato un capitale di vecchiaia di 100'000 franchi attraverso il suo istituto di previdenza, dopo il pensionamento percepirà una rendita annua di almeno 6'800 franchi.

L'ammontare del tasso di conversione viene determinato sostanzialmente attraverso due grandezze: una è il cosiddetto tasso d'interesse tecnico, che indica il rendimento di capitale futuro previsto degli averi di vecchiaia, che attualmente si attesta attorno al 3-4%. Una seconda grandezza è l'aspettativa di vita media presumibile dei pensionati. Per il calcolo dell'aspettativa di vita si ricorre a valori empirici statistici, ma tenendo conto dell'aumento delle aspettative di vita delle persone. Per contro, l'andamento futuro dei tassi d'interesse è difficile da prevedere e nella migliore delle ipotesi può essere stimato. Il tasso di conversione minimo vale solo per il regime obbligatorio LPP, quindi per le persone assicurate con un salario annuo lordo compreso fra 21'060 e 84'240 franchi. In questo ambito rientrano anche i tassi di contribuzione minimi e un tasso d'interesse minimo fissato ogni anno dal Consiglio federale, che attualmente ammonta all'1,75% (2014).